L’importanza dell’indice glicemico

Carboidrati e Diabete: Quantità e Qualità Al contrario di quanto si pensa, per le persone affette da diabete o per chi desidera ottenere un calo ponderale, i carboidrati non vanno eliminati del tutto. È necessario, invece, porre attenzione sulla loro quantità e sulla loro qualità. I carboidrati si suddividono in due grandi categorie: Indice Glicemico …

Carboidrati e Diabete: Quantità e Qualità

Al contrario di quanto si pensa, per le persone affette da diabete o per chi desidera ottenere un calo ponderale, i carboidrati non vanno eliminati del tutto. È necessario, invece, porre attenzione sulla loro quantità e sulla loro qualità. I carboidrati si suddividono in due grandi categorie:

  • Zuccheri semplici: vengono assorbiti rapidamente e causano un aumento veloce della glicemia. Si trovano in: saccarosio (zucchero da tavola), miele, caramelle, yogurt, frutta, latte (lattosio), dolci, bevande zuccherine e alimenti industriali.
  • Zuccheri complessi: caratterizzati da un assorbimento lento, mantengono i livelli glicemici più stabili. Sono contenuti nei derivati dei cereali (pane, pasta, pizza) e nei tuberi (patate, manioca).

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG)

Per gestire l’impatto dei pasti sulla glicemia, è utile distinguere due concetti fondamentali:

  1. Indice Glicemico (IG): Indica la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia rispetto a un alimento di riferimento (glucosio o pane bianco).
  2. Carico Glicemico (CG): È un parametro più completo perché tiene conto sia della qualità dei carboidrati (IG) sia della quantità effettivamente consumata.

Carico Glicemico = Indice Glicemico x grammi di carboidrati : 100


Fattori che influenzano l’Indice Glicemico

L’indice glicemico non dipende solo dal tipo di zucchero, ma è influenzato da diversi fattori esterni:

  • Contenuto di fibre: Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e aumentano il senso di sazietà.
  • Varietà e Maturazione: Ad esempio, le mele verdi hanno un IG inferiore alle rosse; più un frutto è maturo, più l’IG sale.
  • Composizione del pasto: La presenza di proteine, grassi e amidi rallenta la risposta glicemica.
  • Cottura: Il tempo e la temperatura contano (ad esempio, la pasta al dente ha un IG inferiore).
  • Formato: Anche il formato della pasta può influenzare la velocità di digestione.

Lo “Zucchero Nascosto”

Bisogna prestare molta attenzione agli zuccheri aggiunti dall’industria alimentare, spesso definiti con nomi diversi come sciroppo di glucosio, melassa, succo d’uva concentrato o sciroppo di mais. Questi sono presenti anche in cibi insospettabili:

  • Salse (ketchup)
  • Verdure in scatola
  • Yogurt alla frutta

Le raccomandazioni: Le linee guida suggeriscono di ridurre gli zuccheri semplici sotto la soglia del 15% delle calorie totali giornaliere. Questi dovrebbero derivare principalmente da fonti naturali come frutta, latte e cereali.

Articolo scritto da Loredana Iandolo
Coordinatrice Percorso Mediga

Loredana Iandolo

Loredana Iandolo

Loredana Iandolo è l’ideatrice del Percorso Mediga® e imprenditrice nel settore sanitario. Da anni progetta e coordina percorsi di dimagrimento multidisciplinari che uniscono nutrizione, benessere psicologico, movimento e trattamenti per il corpo, lavorando fianco a fianco con medici, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti. Crede in un approccio umano, concreto e lontano dalle solite promesse irrealistiche: niente diete lampo, ma cambiamenti sostenibili nella vita vera delle persone. Nei centri Mediga a Roma accompagna i pazienti nel rimettere al centro la propria salute, aiutandoli a ritrovare equilibrio, fiducia in sé e un rapporto più sereno con il cibo e con il corpo.
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